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    September 09

    Coincidenze

     C'erano nell'ordine una città, un ponte bianco e una sera piovosa. Da un lato del ponte avanzava un uomo con ombrello e cappotto. Dall'altro una donna con cappotto e ombrello. Esattamente al centro del ponte, là dove due leoni di pietra si guardavano in faccia da centocinquant'anni, l'uomo e la donna sifermarono, guardandosi a loro volta. Poi l'uomo parlò:
    -Gentile signorina, pur non conoscendola, mi permetto di rivolgerle la parola per segnalarle una strana coincidenza, e cioè che questo mese, se non sbaglio, è la quindicesima volta che ci incontriamo esattamente in questo punto.
    -Non sbaglia, cortese signore. Oggi è la quindicesima volta.
    -Mi consenta inoltre di farle presente che ogni volta abbiamo sottobraccio un libro dello stesso autore.
    -Sì, me ne sono resa conto: è il mio autore preferito, e anche il suo, presumo.
    -Proprio così. Inoltre, se mi permette, ogni volta che lei mi incontra, arrossisce violentemente, e per qualche strana coincidenza, la stessa cosa succede anche a me.
    -Avevo notato anch'io questa strana bizzarria. Potrei aggiungere che lei accenna un lieve sorriso e, sorprendentemente, anch'io faccio lo stesso.
    -E' davvero incredibile: in più ogni volta ho l'impressione che il mio cuore batta più in fretta.
    -E' davvero singolare, signore, è così anche per me, e inoltre mi tremano le mani.
    -E' una serie di coincidenze davvero fuori dal comune. Aggiungerò che, dopo averla incontrata, io provo per alcune ore una sensazione strana e piacevole...
    -Forse la sensazione di non avere peso, di camminare su una nuvola e di vedere le cose di un colore più vivido?
    -Lei ha esattamente descritto il mio stato d'animo. E in questo stato d'animo, io mi metto a fantasticare...
    -Un'altra coincidenza! Anch'io sogno che lei è a un passo da me, proprio in questo punto del ponte, e prende le mie mani tra le sue...
    -Esattamente. In quel preciso momento dal fiume si sente suonare la sirena di quel battello che chiamano "il battello d'amore".
    -La sua fantasia è incredibilmente uguale alla mia! Nella mia, dopo quel suono un po' melanconico, non so perchè, io poso la testa sulla sua spalla.
    -E io le accarezzo i capelli. Nel fare questo, mi cade l'ombrello. Mi chino a raccoglierlo, lei pure e...
    -E trovandoci improvvisamente viso contro viso ci scambiamo un lungo bacio appassionato, e intanto passa un uomo in bicicletta e dice...
    -...beati voi...
    Tacquero.
    Gli occhi del signore brillavano, lo stesso fecero quelli della signorina. In lontananza, si udiva la melanconica sirena di un battello che si avvicinava. Poi lui disse:
    -Io credo, signorina, che una serie così impressionante di coincidenze non sia casuale.
    -Non lo credo neanch'io, signore.
    -Voglio dire, qua non si tratta di un particolare, ma di una lunghissima sequenza di particolari. La ragione può essere una sola.
    -Certo, non possono essercene altre.
    -La ragione è -disse l'uomo sospirando- che ci sono nella vita seuqenze bizzarre, misteriose consonanze, segni rivelatori di cui sfioriamo il significato, ma di cui purtroppo non possediamo la chiave.
    -Proprio così -sospirò la signorina- bisognerebbe essere medium, o indovini, o forse cultori di qualche disciplina esoterica per riuscire a spiegare gli strani avvertimenti del destino che quotidianamente echeggiano nella nostra vita.
    -In tutti i casi ciò che ci è accaduto è davvero singolare.
    -Una serie di impressionanti coincidenze, impossibile negarlo.
    -Forse un giorno ci sarà una scienza in grado di decifrare tutto questo. Intanto le chiedo scusa del disturbo.
    -Nessun disturbo, anzi, è stato un piacere.
    -La saluto, gentile signorina.
    -La saluto cortese signore.
     
    E se ne andarono di buon passo, ognuno per la sua strada.
     
    Stefano Benni, L'ultima lacrima